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                               "LE SISE DELLE MONACHE" - L'originale e tipico dolce guardiese

                                                   



E’ un dolce tipico di Guardiagrele, viene prodotto solo da due pasticcerie del posto. Soprattutto la domenica mattina, quando in paese c’è mercato,  bisogna fare una lunga fila per poterne comprare qualcuna. Spesso bisogna passare, prenotarle e poi ripassare. Già, perché una delle caratteristiche di questo semplicissimo dolce, è il fatto che non deve essere assolutamente conservato in frigo e che deve essere mangiato in giornata  altrimenti il sapore e la fragranza sarebbero compromessi. Si tratta di un dolce semplicissimo a base di pan di spagna e crema pasticcera, dalla forma un po’ particolare.
La base è costituita da tre palline di pan di spagna  ricoperto con crema pasticcera (rigorosamente semplice, anche se ogni tanto, fanno  la variante al cioccolato) e sopra ancora viene ricoperta da un pan di spagna che ha la forma di tre piccoli coni (appunto le "sise". Esistono diverse ipotesi sull’origine di questo nome. Ne riporto tre prese dal sito della pasticceria "Emo Lullo".  L'altra pasticceria è "Palmerio" e si trova anch'essa in Via Roma nel centro storico del paese.


Da: "Le Sise de Mòneche" di Mario Palmerio                            

"Sulla denominazione Sise de mòneche esistono tre ipotesi esplicative:
a) la prima ipotesi è quella secondo cui l'originaria dizione sarebbe "tre monti" che si riferisce alla montuosità effettiva delle nostre contrade. Maliziosamente, la denominazione è stata trasformata in "sise delle monache" dalla fantasia popolare; pare ci abbia messo lo zampino Modesto della Porta, il quale vedendo un giorno le paste più imbiancate del solito per lo zucchero a velo, esclamò: "Madonna come sono bianche, diritte ed appuntite, me sembrane proprie "sise de mòneche".
b) la seconda tesi parte da un dato ritenuto di fatto.
La monaca, allo scopo di perdere la vistosità del proprio corpo, assumendo una fisionomia più spirituale, un tempo inseriva, secondo quel che si dice, un involto di stoffa tra i due seni di modo che la fascia che li copriva rendesse una superficie piatta, senza prominenze. Di qui per la fantasia laica l'esistenza dei tre seni.
c) la terza tesi, più che esplicativa, è semplicemente affermativa.
Le sise delle monache sono dette delle monache perchè questo è stato inventato dalle monache Clarisse.
E' ovvio che sise sono per i laici maliziosi; per le suore esse erano solo un tipo curioso di dolce."
 

La superficie è ricoperta di zucchero a velo (abbondante) e la cosa carina è che quando si va a mangiarle, nella pasticceria, ti danno anche la spazzola per eliminare gli eventuali residui dai vestiti (i residui sono assicurati!!!) La ricetta originale è segretissima, avrà qualche ingrediente o aroma particolare, però con la seguente ricetta il risultato che si ottiene si avvicina al 90% di quello originale.


Ingredienti

12 uova

300 gr di zucchero

100 gr di fecola (setacciata)

200 gr di farina (setacciata)


Esecuzione della ricetta


(preparazione)


Montare a neve gli albumi con 200 gr di zucchero, (il composto deve essere ben fermo), montare quindi i tuorli con 100 gr di zucchero.

Unire i due composti amalgamando molto lentamente con un frustino dal basso verso l'alto, in modo che non smonti, infine aggiungere la farina setacciata e la fecola di patate. Il composto che ne risulta è morbido.

Su una teglia, con l'ausilio di una sacca a poche, creare con il composto, una serie di tre piramidi vicine tra loro.

Infornare e cuocere per 10 - 15 minuti a 210°.

Lasciare raffreddare, tagliare la parte superiore, farcire con crema e ricoprire. Spolverare con zucchero a velo.


Elementi della tradizione

La storia delle Sise delle monache è  antichissima e ricca di leggende ed aneddoti. Creatore di questo dolce, divenuto simbolo della cittadina di Guardiagrele, fu, nel 1884, Giuseppe Palmerio. Mandato dal padre a Napoli ad imparare la nobile arte della pasticceria, ne tornò carico di esperienza.  Dalla sua fantasia nacque questo dolce semplice e raffinato. Il nome che Palmerio gli diede fu "Tre Monti" in riferimento alle tre vette della Maiella sotto cui sorge la cittadina di Guardiagrele. Modesto Della Porta, poeta dialettale guardiese (1885-1937) nel vedere un vassoio fitto di queste paste appena sfornate e coperte dì zucchero a velo, ne decantò la freschezza paragonandole, per il candore, a quel particolare anatomico delle suore. Secondo una leggenda popolare questo dolce era già prodotto in epoca ben più antica dalle Clarisse ed il nome sarebbe quindi da attribuire alle suore di questo ordine.


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