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                                                     Geni   ZA1B         Tirana  -  ALBANIA    


I miei viaggi in Albania nel 1993 e nel 1994 sono stati possibili solo grazie all'aiuto di  Marenglen "Geni" Mema, ZA1B. Poco tempo prima una spedizione internazionale organizzata era riuscita ad entrare in territorio Albanese, dopo decenni di completo isolamento dal resto del mondo. Questo team operava con  il nominativo ZA1A  e  tenne dei corsi per formare i primi radioamatori del Paese delle Aquile. L'interesse verso tale operazione fu enorme ed ebbe risonanza mondiale, almeno in campo radioamatoriale, infatti l'Albania era il primo most wanted nella lista DXCC. La corsa all'accaparramento della QSL rossa con l'aquila bicipite fu frenetica e non conobbe sosta durante  le settimane di operazioni su tutte le bande radioamatoriali. Finiti i corsi teorici e pratici i primi OM Albanesi erano pronti ad affacciarsi nel mondo dell'etere. Erano tutte persone selezionate e con titoli di studio inerente elettronica e materie affini. Il mio amico Geni ottenne il nominativo ZA1B  e mi ospitò nella sua casa, mi preparò in anticipo la richiesta di nominativo per poter operare col nominativo ZA1/IK6IHU. Non dimenticherò mai il suo stupore e felicità quando vide il mio Kenwood TS-440S poggiato sul suo tavolo da pranzo. Non aveva una radio e poteva trasmettere solo dalla sede delle PT albanesi. Sul tetto però aveva un dipolo e non resistette alla tentazione di fare chiamata, in quel momento capii che lo avevo fatto felice e lo lasciai operare per diverso tempo.... con una scusa uscii fuori per lasciarlo parlare con la radio.


                      

                      La QSL di "Geni"                                     "Geni"                                        "Geni" ed il figlio               Piazza Skanderberg - Tirana 


ZA1/IK6IHU   "La mia esperienza Albania "  

(Pensieri di viaggio)

L'Albania. Un lembo di terra affacciato sull'Adriatico meridionale. Da decenni uno stato chiuso ermeticamente, non vi era possibilità di uscire od entrare ed anche le relazioni diplomatiche erano tenute solo con pochi paesi. La storia del Paese delle Aquile è costellata di guerre con occupazioni nel corso dei secoli da parte di ondate successive di aggressori. Con l'avvento del regime comunista nessuno potè più lasciare o visitare l'Albania. Lo sviluppo rimase indietro rispetto agli altri paesi europei tale da riportare la popolazione ad uno stato di vita quasi primitivo. Non si registrava attività radiantistica da oltre venti anni, fino alla attivazione del team internazionale ZA1A  che per primi dopo tanti anni riuscirono ad attivare il prefisso impossibile ZA.

"Espresso Venezia" Adriatico 31/10/1993

 

Sono le sette del mattino, scorgo le prime luci della costa albanese. Sono emozionato, fra poco sarò a terra e potrò visitare i mie amici che mi attendono e che mi ospiteranno nella  Loro casa. Ho con me tanti pacchi da consegnare da parte dei famigliari  ed anche alcuni miei regali. Al porto con un freddo gelido, decine di bambini nuotano nudi intorno alla nave con la speranza che qualcuno butti giù qualche moneta,  che pena e che dispiacere. Durazzo sembra una città devastata dalla guerra. Non ho parole, mi sembra di sognare. La gente è amabile e cortese, non merita questa triste e desolante situazione di abbandono. Mi tornano adesso alla mente le parole di  Dajlan Omeri: " Ritengo che il mondo conosca molto poco il mio paese, geograficamente molto piccolo. Dal punto di vista sociale esso è attanagliato da una profonda crisi politica ed economica. Ma il mio è un popolo fiero, pieno di speranza e di passione per ogni cosa bella della vita. Il mio popolo vuole riguadagnare il tempo perduto sotto la dittatura. Queste sono le ragioni per le quali il mio paese è aperto agli amici sinceri."

Durres (Durazzo) 01/11/1993

 

Ho portato con me la radio. Per i possessori di licenza CEPT è possibile trasmettere dall'Albania ma è meglio richiedere autorizzazioni presso il Ministero delle Telecomunicazioni e non dare troppo nell'occhio, c'è molta ignoranza e diffidenza al riguardo. Ho trasmesso solo pochi giorni e per poche ore facendo diverse centinaia di collegamenti su tutte le bande. La mia non è stata una spedizione ma ho voluto soprattutto conoscere questa gente dimenticata. Quante cose da vedere.... il paesaggio è meraviglioso ma è rovinato dalla presenza di oltre 70.000 bunker di cemento armato disseminati su tutta la costa ed il territorio interno. Che rabbia, quei soldi se usati in altro modo.

Saranda 02/11/1993

 

La famiglia Thartori non la dimenticherò mai. L'ospitalità  è stata assolutamente onesta e generosa. Le loro poche cose  sono state messe a mia completa disposizione, tutta la casa era per me, il primo ospite straniero. Merita parlava bene l'italiano ed era facile comprenderci. Cerco di lasciare tutto quanto mi è possibile e ci salutiamo  con  tristezza.  In dieci minuti sono al porto,  formalità doganali e l'imbarco. Si parte alle 22.00. Fa molto freddo ma il calore dei miei amici  riscalda il mio cuore. Guardo la costa sempre più lontana.... arrivederci Albania, tornerò a trovarti, tornerò per te e per il cuore della tua gente.

"Espresso Venezia" Adriatico 03/11/1993

   

                                       

                                                                                                                                       

Dal diario di ZA1A (oh2bh)

Mamma Muco, la mamma di Agim ed anche la mia quando ero a Tirana

So che provò una certa confusione al mio arrivo con tutte le valigie nella sua casa, ma mi fece subito sentire a suo agio come fossi un ospite atteso. Ricordo ancora come riuscimmo ad intenderci durante quei giorni nonostante la mancanza di una lingua comune. Ricordo ancora tutti i sacrifici che volle e dovette fare per il suo ospite straniero. La sua casa non aveva molte stanze e dovemmo dividerle, io e loro, tre generazioni di Muco. Non dimenticherò quella notte quando Lei dormì sul balcone aspettando in ansia  che io tornassi a casa, con il timore che mi fosse successo qualcosa. Per non farla preoccupare feci sempre del mio meglio per non rientrare troppo tardi, nonostante l'impulso a restare alla stazione per continuare le operazioni. Talvolta le venne una febbre alta, preoccupata ed apprensiva com'era per trovare l'indomani il cibo per la famiglia e per l'ospite. Era abituata ad uscire molto presto in quelle rigide mattine di novembre per affrontare una lunga strada alla ricerca di qualcosa da comprare, ed il sole era già alto quando poteva tornare a casa. La sua guancia era fredda al ritorno, dopo questa fatica. Non dimenticherò mai la sua felicità di quella mattina, quando tornò da questa lunga consueta ricerca offrendomi un uovo che era riuscita a trovare. Compresi che quello era per me e che era per Lei una soddisfazione vedermelo mangiare. Avrei tanto preferito  che qualcun'altro della famiglia l'avesse mangiato. Lei mi ritorna alla memoria ogni volta che vedo un uovo, e spero che presto ognuno in Albania possa disporre di quelle cose di tutti i giorni che sono per noi troppo scontate perchè si faccia loro caso. Dio la benedica mamma Muco.

 

Dedica al popolo dell'Albania

Questa visita si è dimostrata  una esperienza del tutto nuova, un ricchissimo caleidoscopio di avvenimenti da ricordare nel tempo. La fede sincera di questo popolo in un riscatto tanto atteso fa si che anche un solo accenno ai nostri problemi, fossero essi personali o del nostro paese, sembrasse  fuori posto in quel mondo di grandi differenze ed ingiustizie. Essi sembrano attendersi che tutta l'umanità sia molto più solidale e generosa di quanto non sia in realtà, data la loro situazione di privazione. L'ospitalità che ci fu offerta ci sembra ancora immeritata. Direi una bugia se negassi che sfogliando l'album di fotografie spesso capita di asciugare una lacrima caduta sulla superficie lucida di una immagine scattata durante il nostro soggiorno in Albania. Pertanto, desidero dedicare questo ultimo capitolo a tutto il popolo albanese ed in particolare a coloro attraverso i quali abbiamo potuto conoscere questo paese ed il suo popolo. Questa esperienza è di quelle uniche nella vita, di quelle che rimangono nei ricordi per sempre, anche quando, nel corso degli anni, la QSL rossa con l'aquila bicipite avrà perso la sua magia e si sarà ridotta ad una fra tante.

 

Epilogo

Così termina l'ultimo capitolo. In questi tempi agitati e turbolenti siamo stati testimoni del declino di paesi ed imperi. Nella sfera radiantistica l'Albania era rimasta per decenni uno degli ultimi paradisi per le operazioni pirata, il primo paese della lista dei most wanted. Ora l'Albania è uscita da queste liste per diventare parte attiva della comunità internazionale, anche dei radioamatori. Ciononostante, facciamo si che rimanga comunque un paese raro nei nostri cuori, un oggetto del nostro sincero e profondo interesse. Gli albanesi hanno bisogno del nostro aiuto e del nostro incoraggiamento per rifarsi di quanto è stato loro negato per decenni. Essi vi aprono il loro cuore e le loro case. Potete andare in Albania in ogni momento e provare personalmente quanto scritto sulla nostra esperienza. Addirittura una licenza ZA vi attende laggiù. L'ultimo capitolo è finito.


                

 

                        Un dono

Un caldo soffocante ci avvolge come fiamme,

si posa sulle pietre infuocate, su strade inesistenti ed assolate.

Ma si continua ad andare per quel senso di fratellanza

che dei nostri cuori è la speranza.

Nella loro umile casa siamo accolti con onore

ed i nostri occhi vedono dentro i loro cuori.

Senza conoscersi e senza parlare, le nostre anime sanno comunicare.

E con un gesto che ci commuove, come segno d'amore

con semplicità riceviamo un dono.

E' un donare con gioia che traspare dai loro sguardi

e dai loro innocenti sorrisi, gesti sinceri e puliti

che ci rende ancora più uniti.

(Al nostro amico Festim Metushi, l.d.m.)

          Triste passato

Triste la terra ancora in lacrime

per il crudele odio del passato.

Tra polverose strade, nelle aride campagne

o nella sabbia candida

si ergono qua e là disperate macerie

di giustizia e di ideali del passato.

Fatiscenti fantasmi dove figli e fratelli

di quella chiusa terra fame e freddo soffrirono

per ordine di cervelli opachi senza scrupoli,

d'umani mercanti assetati di gloria e dominio.

Ma pur tacendo e subendo il fratello albanese

nell'umana stirpe il suo futuro ritrovò

e l'odio con la pace fugò

(Al nostro amico Geni  ZA1B.  A ricordo dei bei momenti vissuti insieme, in una terra bella e misteriosa ed a volte incomprensibile per noi, l.d.m)


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